lunedì 7 gennaio 2013

Ridateci l'incoscienza

E quindi è così che funziona. Spendiamo energie, tempo, soldi, solitudini per investigare su noi stessi, per conoscerci, riconoscerci, perderci, ritrovarci, diventare consapevoli..per poi desiderare di tornare indietro, di non sapere più nulla e riavere in corpo almeno un po' del nostro impeto. Da dove ci è venuto tutto questo autocontrollo?Come e quando abbiamo deciso di accumulare esperienza, di usarla per irrigidirci, prevenire, privarci? Mi chiedo.. e se tutta questa esperienza, maturità non fosse poi così utile, non servisse poi a molto se non ad allontanarci da quello che potremmo potenzialmente essere? La paura dovrebbe appartenere ai bambini che non conoscendo molto hanno paura di tutto ma.. se questa conoscenza che acquisiamo crescendo invece di diminuirle aumentasse le nostre paure? Dove siamo finiti? Troppo critici, diffidenti, opponiamo resistenze e finiamo con l'opporci a noi stessi. Non ci ritroviamo più. Non siamo più noi. Portiamo un peso che non ci appartiene. Calcoliamo rischi con l'ansia costante di dover fare la scelta giusta e finiamo con l'immobilizzarci e non fare più nulla, divisi tra il buon senso dell'adulto e i capricci del nostro bambino interiore. Ma non abbiamo studiato, viaggiato, sperimentato per essere più  liberi? Siamo davvero tutti soggetti all'erosione degli anni o qualcuno si salva?Se si, ditemi come. Sia chiaro che non parlo del banale rimanere Peter Pan, parlo del rimanere autentici, del saper utilizzare in modo positivo il percorso fatto, del riconoscersi allo specchio. Del non lasciarci intossicare dai timori/tumori.  Vado a disintossicarmi , mi manca l'aria.

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